Visualizzazione post con etichetta milano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta milano. Mostra tutti i post

09/12/16

Area C e misure anti smog: usura freni e gomme inquinano più delle emissioni

A fine anno scadranno le deroghe per l’ingresso in Area C di alcuni tipi di veicoli finora esentati: a partire da Febbraio 2017 anche i veicoli a Gpl e a Metano dovranno pagare il ticket.
Alle critiche ricevute da alcune associazioni di categoria, e di consumatori il Comune ha risposto «La nostra è una guerra al traffico prima che allo smog e ormai le vetture a gpl e metano inquinano tanto quanto i benzina Euro 6».
A dar ragione a Palazzo Marino sono le recenti ricerche scientifiche svolte congiuntamente da Arpa Lombardia e dal Politecnico di Milano che evidenziano come le emissioni complessive di polveri sottili si sono livellate a 26-27 milligrammi a chilometro di Pm10 (e 14-15 di Pm2,5), grazie allo sviluppo tecnologico dei nuovi motori diesel e benzina ma anche perché provocate in gran parte dall’usura di freni e gomme. 
Stefano Cernuschi, professore di Ingegneria Ambientale al Politecnico spiega che “La percezione comune tende a identificare i veicoli a gas come vetture ecologiche che inquinano meno delle altre vetture. Ma se osserviamo i dati, le emissioni ormai sono quasi identiche. I veicoli a gas restano più ecologici sul fronte delle emissioni di CO2 e rispetto ai fenomeni di cambiamento climatico, ma sull'inquinamento da traffico non ci sono praticamente più differenze”. 


Arpa Lombardia osserva il miglioramento della qualità dell’aria registrato da 15 anni a questa parte nella nostra regione, frutto del concorso di tutte le azioni e provvedimenti adottati dalle amministrazioni e dell’ammodernamento di mezzi e tecnologie di veicoli e caldaie. Se fino qualche anno fa vivevamo quasi 6 mesi in condizioni di superamento dei 35 giorni concessi dalla normativa europea, questo dato sta decisamente migliorando, tant’è vero che è la prima volta che entriamo nella fase più critica dell’anno, quella che coincide con l’accensione dei riscaldamenti (15 ottobre-15 aprile), senza ancora aver superato il 35° giorno. La tecnologia e la scienza ci fanno fare passi avanti, ma l’evoluzione sarà quella di “ammodernare” il dibattito focalizzando l’attenzione sul contributo dell’usura di pneumatici e freni nella produzione delle polveri sottili: se, infatti, il tubo di scappamento di tutti gli autoveicoli circolanti incide per il 43%, essa influisce per il 57%.

Le pastiglie dei freni sono composte da polvere di Rame e dal tossico Antimonio, e proprio questi metalli sono i maggiori imputati delle polveri sottili tanto che gli stati americani della California e di Washington hanno già legiferato approvando misure per ridurre ed infine eliminare il rame nei materiali d’attrito (entro il 2021 il contenuto di rame sarà < 5%, ed entro il 2025 sarà <0,5%), mentre l’Unione europea sta finanziando diversi progetti innovativi per sostituire le resine fenoliche delle pastiglie dei freni con materiali a base cementizia. Tutti i principali produttori del settore hanno già immesso sul mercato pastiglie ecologiche prive di rame.

Una buona notizia se si pensa che fino ai primi anni 80, le pastiglie dei freni erano composte essenzialmente di asbesto, ovvero amianto, e anche a quei tempi la messa al bando fu fortemente osteggiata dai potenti produttori.

Lino Mariani

Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License.

28/11/15

Crimini ambientali, un pericolo per la sicurezza internazionale

L’attività specialistica e quotidiana svolta sul territorio milanese dal personale di Polizia Locale di Milano del S.I.O. (Servizio Informativo Operativo) Ambiente, ed in particolare le informazioni riguardanti le operazioni di rilievo attinenti le illegalità RAEE (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), hanno apportato un prezioso e qualificato contributo al progetto di un nuovo programma nell’ambito del contrasto ai reati ambientali avviato dall’UNICRI, l’Istituto Internazionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia. 

Tale progetto denominato CWIT (Contrasto al commercio illegale di rifiuti RAEE), coordinato dall’Interpol e finanziato dalla Commissione Europea, attraverso la raccolta di dati ed informazioni è finalizzato ad analizzare il coinvolgimento della criminalità organizzata nella distribuzione globale dei RAEE, l’entità  e le tipologie di crimini connessi, la stima del vero volume dei RAEE prodotti e gli importi impropriamente smaltiti, con l’intento di sviluppare una maggiore ed adeguata conoscenza delle destinazioni e degli itinerari utilizzati per trasportare illegalmente rifiuti.
L’ UNICRI considera la criminalità ambientale, compreso i suoi legami con altre forme di criminalità, un pericolo grave e crescente per lo sviluppo, la stabilità globale e la sicurezza internazionale.

I reati ambientali comprendono una vasta lista di attività illecite, dal commercio illecito di rifiuti pericolosi al commercio illegale di fauna selvatica, dal contrabbando di sostanze dannose per l'ozono (ODS), alla pesca illegale, non regolamentata e non dichiarata, e al disboscamento illegale e il commercio di legname. I crimini ambientali influenzano sempre di più la qualità dell'aria, dell'acqua e del suolo, minacciando la sopravvivenza delle specie e causando disastri incontrollabili.
Il coinvolgimento di gruppi criminali organizzati che operano attraverso le frontiere è uno dei tanti fattori che hanno favorito la notevole espansione dei reati ambientali negli ultimi anni. Grazie ai vasti profitti finanziari, il basso rischio di essere scoperti e le scarse percentuali di condanna, le reti criminali e gruppi criminali organizzati stanno diventando sempre più interessati a tali attività transnazionali illegali.
Questi fenomeni alimentano la corruzione e il riciclaggio di denaro sporco, e minano lo stato di diritto, che in ultima analisi colpisce il pubblico due volte: prima mettendo a rischio la salute e la sicurezza dei cittadini, e in secondo luogo, deviando risorse economiche ed umane che altrimenti sarebbero assegnate a servizi diversi dalla criminalità.
Occorre inoltre considerare che il livello di organizzazione necessaria per questi crimini indica un collegamento con altri reati gravi, compreso il furto, la frode, la corruzione, la droga e la tratta di esseri umani, la contraffazione, le armi da fuoco il contrabbando e riciclaggio di denaro, molti dei quali sono stati comprovati da indagini. I reati ambientali rappresentano quindi oggi, una forma emergente della criminalità organizzata transnazionale che richiede più approfondita analisi e risposte meglio coordinate a livello nazionale e internazionale.

La Polizia Locale di Milano ed in particolare il personale in forza al S.I.O. Ambiente, hanno collaborato attivamente al progetto CWIT, producendo una dettagliata relazione confluita nel “Final summary report”, presentato ufficialmente alla conferenza finale svoltasi a Lione il 25/26 giugno scorso dal Direttore Generale della Commissione Europea Ambiente. 

La partecipazione al progetto CWIT 2015 dell’Unità Tutela Ambiente della Polizia Locale di Milano, ha consentito di far conoscere e apprezzare anche a livello internazionale le specifiche competenze e l’alta professionalità di tutti gli operatori sul fronte della lotta ai fenomeni criminali ambientali. Nel corso del 2013/2014 l’Unità Tutela Ambiente, solo relativamente ai rifiuti RAEE (Rifiuti Apparecchiature Elettriche Elettroniche), ha controllato 57 località del territorio milanese interessate al fenomeno, 81 le verifiche e 20 gli ausili tecnici, per un volume di 1600 mc di RAEE, oltre a 30 tonnellate di accumulatori al piombo esausti. Le indagini conseguenti hanno portato alla denuncia all’Autorità giudiziaria di 12 persone.

Lino Mariani

Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License.

13/11/15

EXPO MILANO 2015 – Taste the Planet – Camote o Patata dolce

Ipomoea batatas chiamata comunemente Patata dolce, americana (Sweet Potato) o Camote, è una pianta dicotiledone appartenente alla famiglia delle Convolvulaceae, la cui parte commestibile non è un tubero ma la sua radice tuberosa . Originaria delle regioni tropicali dell'America  è solo lontanamente legata alla patata ( Solanum tuberosum ), e si distingue per la particolare dolcezza della sua polpa ed i suoi principi nutritivi tanto che viene riconosciuta come  alimento necessario per la lotta contro la malnutrizione grazie alle sue caratteristiche nutrizionali, la facilità di coltivazione e la produttività; in particolare viene coltivata in Africa per il suo elevato contenuto di Vitamina A, dove si stima, ci siano oltre 3 milioni di bambini affetti da malattie provocate dalla carenza di questa indispensabile vitamina.
Le varietà di patate dolci a polpa chiara sono meno dolci e succulente rispetto alla viola od arancione, propriamente chiamata Camote e tipica della cucina Filippina e nordamericana. Oltre ad essere ricche di Vitamina A (beta-carotene), contengono carboidrati complessi, fibre alimentari ed altri micronutrienti tra cui vitamine B5, B6, tiamina, niacina, riboflavina, e minerali essenziali quali potassio, manganese, ferro e calcio. Inoltre sono naturalmente prive di grassi e colesterolo, basso contenuto di sodio e hanno meno calorie rispetto alle classiche patate. 

                                                                                                       Dato il loro nome, le patate dolci 
sono per natura ricche di zuccheri, ma questi zuccheri hanno un basso indice glicemico ovvero rilasciano lentamente lo zucchero nel sangue abbassando la resistenza all’insulina, e a differenza di altri alimenti ricchi di amido,  che elevano rapidamente la glicemia nel sangue, questo positivo rilascio graduale di zucchero consente di ottenere una quantità costante di energia, verificata anche nelle persone con diabete di tipo 2 . 
In cucina di questo super-alimento si usano anche le foglie e i germogli ma le radici tuberose sono di gran lunga il prodotto più importante ed in alcune zone tropicali, sono un alimento base.  E’ necessario sbucciarle prima di mangiare dato che a volte la pelle è trattata con tinture o cera, e per evitare l’ossidazione si procede a cottura immediata: con la bollitura per preparare degli originali purè e mantenere quasi intatto il contenuto di beta-carotene, oppure con la classica frittura per ottenere delle sfiziose patatine. Sono ottime al forno ma per ottenere il massimo risultato dal punto di vista nutrizionale si consiglia la cottura al vapore, condite a crudo con olio rigorosamente extravergine, ed Italiano ovviamente, e aromi o spezie a piacere.
Usata in tutto il mondo come contorno per piatti a base di pesce o carne, la patata dolce è anche un classico street-food invernale del medio oriente,  della Cina e delle Filippine dove rimane un classico come alimento principale di  stufati e zuppe.  In Nord America per la sua naturale dolcezza, la patata dolce candita è la protagonista indiscussa come dessert nel Giorno del Ringraziamento, o nei classici barbecue, mentre in Spagna ed in Sud America è alla base di torte e dolci caratteristici. Da provare assolutamente anche se introvabile (tranne a New York), è il Gelato alla Patata dolce.

Lino Mariani

Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License.

29/10/15

EXPO MILANO 2015 - Taste the Planet - Ampalaya

L’Ampalaya (Momordica charantia), noto anche come zucca amara  o bitter melon, è un vitigno tropicale e subtropicale della famiglia delle cucurbitacee (zucche,meloni e cetrioli), ampiamente coltivato in Amazzonia, Caraibi, e nel Sud-est asiatico per i suoi frutti commestibili; frutti che rientrano a pieno titolo nella lista dei cibi Nutraceutici, alimenti-farmaci che associano componenti nutrizionali (alta digeribilità e ipoallergenicità), alle proprietà curative dei propri principi attivi naturali.

Oltre i frutti anche le foglie, i semi e le radici hanno notevoli proprietà benefiche per l’organismo, grazie all’elevato contenuto di fosforo, ferro, calcio, vitamine A, B e C, beta carotene e potassio. E’ molto usata nella medicina Ayurvedica ed alcuni studi hanno dimostrato che l’Ampalaya, grazie ad un proprio polipeptide, aumenta la produzione di cellule beta del pancreas, migliorando così la capacità di produzione insulinica endogena e regolando i livelli di zucchero nel sangue dei diabetici. Usata per via esterna (semi e foglie), è un potente antimicrobico per la pelle e può curare casi di psoriasi ed herpes, oltre ad ustioni e ferite. 
Mangiare o bere il succo di Ampalaya può aiutare a prevenire alcuni tipi di cancro, come sostenuto dai ricercatori dello Sloan-Kettering Cancer Center di NewYork; grazie alla glicoproteina beta-momorcharin, proteina di comprovata efficacia anche nella cura dell’HIV,  che può diminuire e addirittura uccidere le cellule tumorali leucemiche, ed inibire la sintesi di cellule tumorali. Nota come bitter melon, l’Ampalaya in polvere è una degli ingredienti principali degli integratori alimentari e dietetici, presenti nelle maggiori farmacie ed erboristerie del globo terrestre.

Nella cucina asiatica il frutto dell’Ampalaya, dal gusto più amaro del radicchio, viene equilibrato con sapienza dagli  altri ingredienti comprendenti la rosa del gusto: dolce, salato, acido e umami (gusto “grasso”); altrimenti l’amaro viene ammorbidito bollendo il frutto precedentemente per pochi minuti oppure lasciandolo marinare tagliato, in acqua tiepida salata. Nella cucina cinese viene usato in semplici fritture, ma anche utilizzato al posto del luppolo per la produzione di birra; in India ed in Nepal viene accompagnato con lo yogurt oppure in salamoia mentre ai Caraibi è peculiarmente saltato in padella con aglio, cipolla e scotch bonnet pepper, uno dei più potenti peperoncini certificati dalla specifica Scala di Scoville. In tutto il mondo, il frutto dell’Ampalaya viene comunque privato della parte centrale comprendente i semi, e poi cucinato usualmente tagliato in pezzi, come nella famosa ricetta filippina Ginisang Ampalaya, riconosciuta come una delle ricette più sane e benefiche esistenti: dopo aver pulito e tagliato in pezzi il frutto dell’Ampalaya, si lascia marinare per circa 10 minuti in acqua tiepida e sale. Scolare ed asciugare delicatamente, dopodiché far saltare in padella con aglio, cipolla e pomodoro tagliati, infine versare due uova sbattute precedentemente e lasciar cuocere a gradimento. Servire caldo e à votre santé!      

Lino Mariani

Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License.

23/06/15

La Carta di Milano - The charter of Milan

Expo 2015 lascerà una grande eredità culturale al mondo intero, ma la lascerà prima di tutto a ciascuno di noi, ad ogni singolo cittadino. Questa eredità è la Carta di Milano, che per la prima volta nella storia delle esposizioni universali è stata preceduta da un ampio dibattito che coinvolge la comunità scientifica, le organizzazioni della società civile e le varie istituzioni sul tema dell'Expo “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.
Questo accurato processo ha portato, su input del governo italiano, alla redazione della Carta di Milano: un documento partecipato e condiviso che invita tutti i cittadini, associazioni, società ed istituzioni ad assumere le loro responsabilità nel garantire che le generazioni future possano usufruire del diritto inalienabile al cibo.
Apponendo la firma sul protocollo ognuno di noi ha la possibilità di impegnarsi ad adottare un nuovo modello di vita e di consumi sostenibili, per evitare sprechi di ogni genere di risorsa, da quella energetica alle tonnellate di alimenti che finiscono fra i rifiuti ogni giorno, ed ad affermare il diritto al cibo come uno dei principi costituzionali reali, oltre ogni diseguaglianza.
Ogni firma, niente affatto simbolica, sarà una fortissima richiesta ai governi e alle istituzioni internazionali perché adottino regole e politiche a livello nazionale e globale, che assicurino una distribuzione delle risorse più equa ed futuro più sostenibile per il pianeta intero.

“Charter of Milan” il protocollo per la definizione del nuovo Millennio, indirizzata principalmente a tutti i paesi partecipanti all’Expo 2015, verrà consegnata ufficialmente a  Ban Ki-moon, l'attuale Segretario Generale delle  Nazioni Unite, il 16 ottobre in occasione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione, e sancirà  l'ambizioso ma fortemente etico impegno che il governo italiano proporrà al mondo come lascito dell'Esposizione Universale: un  documento che propone l'adozione a livello mondiale di una serie di raccomandazioni per le politiche globali sulla produzione alimentare, il consumo, la sostenibilità e la sicurezza.

Attualmente, oltre all’attivo sostegno di centinaia di migliaia di visitatori, la Carta di Milano è stata firmata dal Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, Evelyn Nguleka, presidente della WFO (Organizzazione Mondiale degli Agricoltori), Luiz Inácio Lula da Silva ex presidente del Brasile, José Graziano da Silva Direttore Generale della FAO (l’organizzazione dell’ONU per l’alimentazione e l’agricoltura,, Phil Hogan Commissario Europeo per l'Agricoltura e lo sviluppo rurale, il Premio Nobel per l’economia nonché influente filosofo mondiale Amartya Sen, il Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, Simonetta Sommaruga Presidente della Svizzera, il Cardinale Gianfranco Ravasi commissario generale della Santa Sede, il Principe Alberto II di Monaco, l’ex Presidente Italiano Giorgio Napolitano, Habib Hessid Primo Ministro Tunisino, il Presidente della Repubblica Ecuadoregna Rafael Correa, il Presidente della Bolivia Evo Morales, ed infine il Presidente Francese Francois Hollande.
E’ possibile aderire e firmare la Carta di Milano online collegandosi al sito ufficiale http://carta.milano.it/it/, oppure tramite i maggiori social network come Facebook, Twitter, Google+ ed altri. 

Lino Mariani


Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License.

08/05/15

EXPO MILANO 2015 – Taste the planet – Gombo (Okra)


Il Gombo conosciuto in Italia anche come Okra è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Malvaceae (Malva, Cotone, Cacao), originaria del Nord-Est africano e coltivata in tutto il mondo essendo presente nelle ricette di molteplici cucine, dall’indiana alla cajun, dalla brasiliana alla greca fino alla giapponese.

La pianta del Gombo oltre ad avere splendidi fiori simili all’Ibisco, fornisce numerosi baccelli commestibili di colore verde scuro simili al peperoncino che misurano circa 5-15 cm di lunghezza, e che vengono raccolti per il consumo quando sono ancora teneri e allo stadio immaturo. Internamente i baccelli sono dotati di piccoli semi bianchi, di consistenza mucillaginosa e disposti in file verticali.

Molteplici proprietà nutritive e terapeutiche contraddistinguono il Gombo. Innanzitutto i baccelli sono tra le verdure a più basso contenuto calorico, forniscono solo 30 calorie per 100 grammi e sono totalmente privi di grassi saturi e colesterolo, sono ricchi di fibra alimentare, minerali essenziali per il metabolismo (ferro, calcio, manganese, potassio e magnesio), vitamine che devono essere assunte quotidianamente perché non sintetizzate dall’organismo umano (A-B6-C-K, tiamina, acido folico, acido pantotenico e riboflavina), ed infatti grazie a queste qualità viene consigliato dai nutrizionisti nei programmi dietetici di riduzione del peso, controllo del colesterolo, ed in gravidanza. Inoltre sono ricchi di flavonoidi dalle straordinarie proprietà antiossidanti e antinfiammatorie come il beta-carotene e la luteina, capaci anche di bloccare i danni provocati dai radicali liberi nell’organismo.

La mucillaggine interna ai baccelli aiuta la funzionalità del tratto gastro-intestinale, inglobando tossine metaboliche e surplus di bile in seguito evacuati, impedisce la formazione di gas e gonfiore addominale, facilita la proliferazione di batteri probiotici.

Il modo più semplice per cucinare il Gombo, dal vago sapore tra i fagiolini e gli asparagi, è quello classico della frittura, tagliato a fette e a fuoco basso per ammorbidire il gusto mucillaginoso non gradito a tutti, oppure in umido con l’aggiunta di ingredienti acidi come limone, aceto o pomodoro per mitigare l’effetto “molle” e poi essere miscelato con altre verdure, riso o carne. Nelle isole caraibiche, è tipicamente cotto e goduto in zuppa, spesso a base di pesce, mentre in medio oriente è un componente essenziale negli stufati di agnello o di manzo.

In Turchia, come tipico appetizer, viene cotto sulla piastra spruzzata con succo di limone e condito con olio di oliva, mentre in India il Gombo è uno degli ingredienti del Curry e del Sambar, tradizionale stufato di pesce. In Giappone è molto usato cotto in Tempura e come variante vegetale nel Sushi, a differenza del Brasile dove Frango com quiabo (pollo con okra) e Caruru di Bahia a base di Gombo, sono tra i piatti più popolari della nazione sudamericana.

Infine si considerano anche le foglie del Gombo, comunemente usate crude in insalata o bollite come gli spinaci in molte regioni tropicali.

Lino Mariani

Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License.

28/03/15

EXPO MILANO 2015 – Taste the planet – Quinoa.

Dal 1 maggio al 31 ottobre 2015, 184 giorni di eventi, oltre 140 Paesi espositori e 9 milioni di biglietti già venduti.
Il cibo come tema principale per l’esposizione mondiale che si terrà a Milano nel 2015, implica tutto ciò che riguarda l'alimentazione, la tecnologia, l'innovazione, la cultura, le tradizioni e la creatività e il loro rapporto tra il cibo e la dieta, sviluppando convegni specifici sul problema della mancanza di cibo per alcune zone del mondo, l'educazione alimentare, fino alle tematiche legate agli OGM.

Ed in questa ottica vengono ri-scoperti cibi locali sconosciuti e considerati poveri ma rivelatisi vere e proprie superstar in cucina come la Quinoa. Un cereale degli antichi Incas venerato come sacro, la quinoa non è un vero grano, ma un seme di una pianta erbacea, sorprendentemente della famiglia degli spinaci e bietole, più proteica della soia perché contiene tutti e dieci amminoacidi essenziali e così nutriente da essere compresa nella dieta degli astronauti, oltre ad essere gluten-free, perfetta per celiaci ed intolleranti.
source: BYU

Scientificamente è considerata un supercibo perché è ricca di sostanze nutritive, tra cui manganese, ferro, magnesio, vitamine del gruppo B, e fibra; contiene le basi per la sintesi fisiologica dell’enzima superossido-dismutasi, il più importante antiossidante naturale che aiuta a proteggere i centri energetici delle cellule dai danni dei radicali liberi e come i suoi omologhi del grano, la quinoa riduce il rischio di malattie cardiache. E’ un’ottima fonte di triptofano, amminoacido essenziale precursore della serotonina e della melatonina, sostanze prodotte dall’organismo che svolgono un ruolo importante nella regolazione dell’umore, del sonno, della temperatura corporea, della sessualità e dell’appetito.
A differenza degli altri cereali la quinoa è molto ricca di Lisina, amminoacido essenziale che concorre con la vitamina C alla formazione della carnitina (rafforzamento del sistema immunitario, fissazione del calcio nelle ossa, equilibrio della produzione ormonale ed enzimatica etc.).
Infine recenti studi hanno dimostrato che la quinoa è un ottimo rimedio naturale per la cura dell’emicrania grazie al suo contenuto di magnesio (miorilassante) e riboflavina (riduzione degli attacchi).

In cucina la quinoa è molto versatile e facile da cuocere, risultando un alternativa molto più sana al riso bianco e molto più veloce da cuocere rispetto alla maggior parte dei cereali integrali: per due persone si prendono 1 tazza di quinoa ed 1 tazza e ½ di acqua o brodo, si porta ad ebollizione in pentola, e poi coperta, lasciata cuocere a fuoco basso per 15 minuti fino a quando il liquido viene assorbito. A questo punto si possono preparare delle ottime polpette o crocchette, oppure condire con sughi vari, saltare in padella con verdure, carne bianca o pesce, infine per una colazione ai cereali esotica gli si aggiunge cocco o latte di mandorla.

Negli States va molto in voga tra gli atleti, i dietisti, e gli amanti del fitness la ricetta “Italian Quinoa Salad”, che non è altro che la classica insalata di riso però a base di quinoa, con pomodorini freschi, fagioli cannellini, cetrioli, feta o mozzarella, condita con succo di limone e aceto balsamico.

Lino Mariani

Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License.

22/05/14

Sicurezza Alimentare - Food Safety



La sicurezza alimentare è una disciplina scientifica che analizza la manipolazione, preparazione e conservazione degli alimenti in modo da prevenire potenziali patologie ed evitare gravi rischi per la salute pubblica. In particolare si analizzano le origini dei prodotti alimentari comprese le pratiche relative alla etichettatura dei prodotti stessi, l’igiene, gli additivi alimentari e i residui di pesticidi, così come le politiche in materia di biotecnologia e le linee guida per la gestione del governo di import-export, nonché l’ispezione e certificazione di sistemi per alimenti nei paesi d’origine.
Il cibo può trasmettere svariate malattie da persona a persona, nonché fungere da terreno di coltura per batteri che possono causare intossicazioni alimentari . Nei paesi sviluppati esistono norme complesse per la preparazione del cibo, mentre nei paesi meno sviluppati il problema principale è semplicemente la disponibilità di acqua potabile sicura. Teoricamente l’intossicazione alimentare è prevenibile al 100%.
I cinque principi fondamentali di igiene alimentare, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità sono: - Evitare di contaminare il cibo con agenti patogeni diffusi da persone, animali e parassiti.
 -Separare i cibi crudi e cotti per evitare di contaminare i cibi cotti.
 -Cuocere gli alimenti per il tempo necessario e alla temperatura appropriata, per uccidere gli agenti patogeni.
-  Conservare i cibi alla temperatura adatta.
- Utilizzare acqua potabile e cibi cotti.

L’ EFSA  (Autorità europea per la sicurezza alimentare),  è un'agenzia europea indipendente finanziata dal bilancio dell'UE, preposta alla valutazione dei rischi relativi alla sicurezza di alimenti e mangimi animali che, collaborando e consultando le singole autorità nazionali, fornisce consulenza scientifica indipendente per definire l’attività legislativa e le politiche europee e per consentire alla Commissione europea, al Parlamento europeo e agli Stati membri dell’UE di assumere decisioni utili nella gestione del rischio esistente e futuro. La consulenza scientifica fornita dall’EFSA è alla base del sistema europeo di sicurezza alimentare. Grazie a questo sistema, i consumatori europei sono tra i più protetti e meglio informati al mondo per quanto riguarda i rischi associati alla catena alimentare. La sede dell’EFSA è a Parma e in Italia, da sempre all’avanguardia nell’approfondimento delle tematiche alimentari, si metteranno in mostra  i progressi culturali, scientifici e tecnici con l’arrivo di Expo Milano 2015.

Recentemente è stato presentato a Milano per l’iniziativa Safety for Food, un progetto di una piattaforma tecnologica che ha come obiettivo primario la realizzazione di una “banca dati mondiale” dei prodotti agroalimentari, che consenta  agli enti preposti ed in ultima analisi anche ai consumatori di ottenere una completa tracciabilità delle produzioni, secondo regole e standard internazionali in materia di sicurezza, qualità e origine degli alimenti. L’obiettivo di questo vero e proprio passaporto digitale della sicurezza alimentare,  è la creazione di una Carta Costituzionale dell’agroalimentare da proporre al mondo in occasione di Expo Milano 2015

Lino Mariani

Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NoDerivs 3.0 Unported License.

08/01/14

Celiachia, OGM ed Expo 2015



Il Glutine è una lipoproteina (proteina che trasporta lipidi), presente nei cereali quali frumento, farro, segale, kamut e orzo, e come base del seitan è un ottimo sostitutivo della carne nelle diete vegetariane. La sua digestione intestinale è la causa però, nei soggetti predisposti geneticamente, della tristemente nota malattia autoimmune dell’intestino chiamata Celiachia.

Molti fattori quali parto cesareo, durata dell’allattamento al seno, alterazione della flora intestinale, eccessivo consumo di frumento, vengono reputati come responsabili della malattia, ma non possono completamente spiegare il drastico aumento di sensibilità al glutine riscontrata negli ultimi decenni.

Ora si punta il dito sulla introduzione alimentare dai primi anni ’90 degli  OGM (Organismi Geneticamente Modificati). Gli OGM sono creati in laboratorio, tramite tecniche di ingegneria genetica, da un processo che trasferisce il materiale genetico nel DNA di un organismo. Ci sono nove prodotti geneticamente modificati attualmente sul mercato: soia, mais, cotone (olio), colza (olio), lo zucchero dalla barbabietola da zucchero, zucchine, zucca gialla, papaya hawaiana, ed erba medica. Il frumento o grano, non è uno di questi, anche se è stato ibridato attraverso tecniche di allevamento naturali.

La maggior parte delle colture OGM sono progettate per tollerare un diserbante della Monsanto chiamato Roundup ® , il cui principio attivo è il glifosato, diserbante sistemico fitotossico per tutte le piante. Queste colture accumulano elevati livelli di glifosato che si trasferiscono nel cibo.
Inoltre varietà di mais e cotone sono progettati per produrre un insetticida naturale chiamato Bt-tossina. La Bt-tossina è prodotta in ogni cellula del mais geneticamente modificato e finisce in chips di mais, tortillas di mais e altri ingredienti derivati ​​dal mais. Recenti ricerche scientifiche americane pubblicate dall’Institute for Responsible Technology  evidenziano che la Bt-tossina, il glifosato, ed altri componenti di OGM, influenzano meccanismi fisiologici che possono sia causare che aggravare i disturbi correlati al glutine. 

In sostanza, mangiando cibi geneticamente modificati e artificiali ingeriamo anche sostanze chimiche destinate ad uccidere i parassiti e funghi. Non sorprenderebbe che queste sostanze come il glifosato e tossina Bt, oltre a fare quello per cui sono state progettate, attaccano la nostra flora intestinale, gli enzimi digestivi, e il sistema immunitario.In Europa vige l’obbligo di etichettare gli OGM negli alimenti (escluso fino ad un limite del 0,9% di presenza accidentale), ma l’Italia non è un paese OGM Free, perché la gran parte dei mangimi utilizzati negli allevamenti italiani, circa il 92%, proviene da soia e mais geneticamente modificati importati da Stati Uniti, Canada e America Latina, che non necessitano dell'obbligo di tracciabilità.

Alla luce di tutto ciò Expo2015, l’Esposizione Universale che si svolgerà a Milano tra il 1º maggio e il 31 ottobre 2015, e che avrà come tema Nutrire il pianeta, energia per la vita, analizzerà tutto ciò che riguarda l'alimentazione, dal problema della mancanza di cibo per alcune zone del mondo a quello dell'educazione alimentare, fino alle tematiche legate agli OGM, e potrà dare una risposta definitiva a quest’ultima questione, nel rispetto del diritto ad una alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutto il pianeta.      

Lino Mariani


Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NoDerivs 3.0 Unported License.

13/09/11

Moving Planet

Il 24 settembre promette di essere una data da ricordare nella storia di Milano. La città ospiterà infatti il suo primo evento globale di mobilitazione per l’ambiente organizzato via social network e in contemporanea con le principali metropoli di tutti e 5 i continenti. Un appuntamento internazionale, che nasce sotto l’egida e per ispirazione di 350.org, l’associazione di Bill McKibben sbarcata a Milano nel 2011 a Milano con Italian Climate Network, un team di ambientalisti, climatologi, biologi e giovani creativi. Lo scopo: diffondere consapevolezza sulla necessità di affrancarci dai combustibili fossili, promuovendo il movimento sostenibile nelle città intasate dal traffico e dallo smog, e diventare protagonisti della lotta al cambiamento climatico. L’evento: sabato 24 settembre, alle ore 16, tutti i cittadini stanchi di subire le conseguenze dell’inquinamento atmosferico e preoccupati dalle alterazioni del sistema clima, si ritroveranno in Piazza Scala muniti di bicicletta. Insieme, pedaleranno attraverso Brera e lungo via Solferino, fino a Largo La Foppa. Tappa finale: largo Marinai d’Italia ( o Museo di Storia Naturale di Milano). Saranno invitati (siamo in attesa di adesioni) come ospiti speciali e mentori della manifestazione saranno Filippa Lagerback, Paola Maugeri, Luca Mercalli, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e gli Assessori Pierfrancesco Maran (Ambiente e Trasporti) e Daniela Benelli (Servizi al cittadino, area metropolitana).


350.org è una associazione americana fondata da Bill McKibben giornalista tra i più esperti di cambiamento climatico e autore di reportage per il National Geographic (l’ultimo pubblicato in Italia è uscito sul numero di giugno 2011 di NG: “Cina, il verde e il nero”). Leonardo di Caprio ha inserito Bill McKibben nel panel di leading climate scientist del suo “The 11th hour”, documentario indipendente sul cambiamento climatico e l’indispensabile inversione di rotta del nostro stile di vita. A partire dal 2008, il network di McKibben lancia la proposta, via internet, di coordinare manifestazioni creative in contemporanea in diversi luoghi del mondo, sfruttando la rete social per connettere e sensibilizzare giovani e persone comuni in tutto il mondo. 350 è un numero simbolico: la concentrazione di CO2 in atmosfera (espressa in parti per milione) che, secondo importanti climatologi, rappresenta una soglia di “sicurezza" per il Pianeta, l’obiettivo da raggiungere per evitare conseguenze catastrofiche. Oggi la concentrazione è di 393 ppm ed è in aumento, ma se “mettiamo la marcia indietro” è ancora possibile assestare il clima della Terra entro i 350. Oltre questo numero il surriscaldamento del pianeta diverrà critico e irreversibile, con conseguenze catastrofiche.

Da quest’estate anche Milano ha la sua “cellula italiana” di 350.org. L’Expo del 2015, dedicato alla questione alimentare in un mondo popolato da 7 miliardi di esseri umani e sempre più povero di risorse; la vittoria del sì ai referendum cittadini di giugno per un rafforzamento delle politiche di contenimento dell’inquinamento da traffico su gomma e riscaldamento; l’inaspettato risultato delle elezioni comunali di maggio, che ha consegnato alla nuova Giunta la sfida di una città “laboratorio del cambiamento” sono le motivazioni che hanno portato alla scelta di Milano come sede della più convinta filiale italiana di 350.org.

Il 24 settembre sarà possibile grazie alla collaborazione tra la sede centrale di 350.org, negli Stati Uniti, e il team di Milano, che è nata sfruttando il social networking, con un passa parola virtuale che ha attraversato anche il Politecnico di Milano, arrivando a coinvolgere il blog - http://www.climalteranti.it/ del Professor Stefano Caserini, docente di Fenomeni di inquinamento climatico al Politecnico di Milano e autore di "A qualcuno piace caldo” (Edizioni Ambiente).

La bicicletta, ancora oggi unico mezzo di trasporto per milioni di persone, è il simbolo di una giornata di outing collettivo sul pericoloso silenzio che circonda il cambiamento climatico, a cui tutti concorriamo quando scegliamo di usare la macchina al posto del tram o della metropolitana. Moving Planet promette di essere una ventata di aria fresca dopo anni di stasi e di rassegnazione nel dibattito pubblico sul surriscaldamento della Terra, nonostante i continui allarmi della comunità scientifica. A livello globale, il 24 settembre assisteremo ad una “invasione” delle strade delle principali città del Pianeta per dire basta all’investimento culturale, emotivo, economico ed energetico sui combustibili fossili. Il 24 settembre sarà insomma una mobilitazione collettiva per il futuro e in nome del futuro.

31/05/11

Zingaropoli, Moschee e la politica della paura.

Doppio Arcobaleno a Milano by greenmarlin

Dopo 19 anni e una campagna elettorale letteralmente infuocata il centrosinistra conquista Milano; in risposta a tutte le accuse rivolte al nuovo Sindaco Pisapia, mi viene in mente il seguente racconto buddista:

"Un bodhisattva ebbe l’infelice idea di convertire un feroce e spietato serpente ai principi nonviolenti e compassionevoli del Buddismo. Quale fu lo stupore del bodhisattva quando, appena un anno dopo, lo incontrò di nuovo. Irriconoscibile. Pieno di graffi, tagli, segnato dalle percosse ... Il sant’uomo, sbigottito, gli chiese cosa fosse accaduto. Il serpente rispose che dal momento stesso in cui era divenuto buono aveva perso il rispetto di tutti, nessuno lo temeva e chiunque, bambini compresi, lo malmenavano senza il benché minimo rimorso. Nessuna paura? Bell’affare! In cambio della sua silente affettuosità, della propria premurosa benevolenza, aveva ricevuto solo disprezzo.
A quel punto il bodhisattva strizzò gli occhi perplesso, ma sorrise. Si rese conto di non esser riuscito a spiegar nulla del Buddismo, men che meno di nulla riguardo la "retta condotta" di vita. Rincuorò, quindi, la malcapitata belva spiegandogli che per rinunciare agli sconsiderati appigli dell’ego, ai suoi attaccamenti, nonché all’illusione d’un intramontabile sé, non avrebbe dovuto affatto immolarsi. Gli chiarì che, semmai, il miglior sacrificio sarebbe stato quello di perseguire l’equilibrio. E che l’atteggiamento eccessivamente bonario - l’esporsi, cioè, alla gogna - sarebbe equivalso solo a risvegliare le tendenze negative già presenti, quantunque assopite, negli altri. Il feroce serpente si guardò intorno. Aveva afferrato subito la lezione. Compassione non implica necessariamente il dover subire, sempre e comunque, ad oltranza. Benevolenza non comporta l’esser costretti a sopportare i peggiori soprusi. Amorevolezza non richiede, inevitabilmente, il proprio sacrificio. Su la testa, si disse: "Ammonirò chi tenterà d’annientarmi dimostrandogli, senza tentennamenti, a quali pericoli incorre ... rinuncerò agli estremismi, ma verità e fermezza saranno le mie nuove guide"!
L.M.
Licenza Creative Commons
Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 3.0 Unported.