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09/12/16

Area C e misure anti smog: usura freni e gomme inquinano più delle emissioni

A fine anno scadranno le deroghe per l’ingresso in Area C di alcuni tipi di veicoli finora esentati: a partire da Febbraio 2017 anche i veicoli a Gpl e a Metano dovranno pagare il ticket.
Alle critiche ricevute da alcune associazioni di categoria, e di consumatori il Comune ha risposto «La nostra è una guerra al traffico prima che allo smog e ormai le vetture a gpl e metano inquinano tanto quanto i benzina Euro 6».
A dar ragione a Palazzo Marino sono le recenti ricerche scientifiche svolte congiuntamente da Arpa Lombardia e dal Politecnico di Milano che evidenziano come le emissioni complessive di polveri sottili si sono livellate a 26-27 milligrammi a chilometro di Pm10 (e 14-15 di Pm2,5), grazie allo sviluppo tecnologico dei nuovi motori diesel e benzina ma anche perché provocate in gran parte dall’usura di freni e gomme. 
Stefano Cernuschi, professore di Ingegneria Ambientale al Politecnico spiega che “La percezione comune tende a identificare i veicoli a gas come vetture ecologiche che inquinano meno delle altre vetture. Ma se osserviamo i dati, le emissioni ormai sono quasi identiche. I veicoli a gas restano più ecologici sul fronte delle emissioni di CO2 e rispetto ai fenomeni di cambiamento climatico, ma sull'inquinamento da traffico non ci sono praticamente più differenze”. 


Arpa Lombardia osserva il miglioramento della qualità dell’aria registrato da 15 anni a questa parte nella nostra regione, frutto del concorso di tutte le azioni e provvedimenti adottati dalle amministrazioni e dell’ammodernamento di mezzi e tecnologie di veicoli e caldaie. Se fino qualche anno fa vivevamo quasi 6 mesi in condizioni di superamento dei 35 giorni concessi dalla normativa europea, questo dato sta decisamente migliorando, tant’è vero che è la prima volta che entriamo nella fase più critica dell’anno, quella che coincide con l’accensione dei riscaldamenti (15 ottobre-15 aprile), senza ancora aver superato il 35° giorno. La tecnologia e la scienza ci fanno fare passi avanti, ma l’evoluzione sarà quella di “ammodernare” il dibattito focalizzando l’attenzione sul contributo dell’usura di pneumatici e freni nella produzione delle polveri sottili: se, infatti, il tubo di scappamento di tutti gli autoveicoli circolanti incide per il 43%, essa influisce per il 57%.

Le pastiglie dei freni sono composte da polvere di Rame e dal tossico Antimonio, e proprio questi metalli sono i maggiori imputati delle polveri sottili tanto che gli stati americani della California e di Washington hanno già legiferato approvando misure per ridurre ed infine eliminare il rame nei materiali d’attrito (entro il 2021 il contenuto di rame sarà < 5%, ed entro il 2025 sarà <0,5%), mentre l’Unione europea sta finanziando diversi progetti innovativi per sostituire le resine fenoliche delle pastiglie dei freni con materiali a base cementizia. Tutti i principali produttori del settore hanno già immesso sul mercato pastiglie ecologiche prive di rame.

Una buona notizia se si pensa che fino ai primi anni 80, le pastiglie dei freni erano composte essenzialmente di asbesto, ovvero amianto, e anche a quei tempi la messa al bando fu fortemente osteggiata dai potenti produttori.

Lino Mariani

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10/04/16

Le trivellazioni fracking provocano i terremoti

"La crosta terrestre è pervasivamente fratturata in profondità da faglie. Queste faglie possono sostenere elevate sollecitazioni senza scivolare perché il naturale stress "tettonico" e il peso della roccia sovrastante spinge i blocchi di faglie opposte insieme, aumentando la resistenza di attrito allo scorrimento. Le acque reflue iniettate neutralizzano le forze di attrito sulle faglie facilitando così slittamenti e conseguenti terremoti."
Questo è quanto affermato dalla United States Geological Survey (USGS) l'agenzia scientifica governativa americana di indagini geologiche più accreditata al mondo.

Recentemente la stessa agenzia ha pubblicato un report scientifico in cui si evidenzia che la parte
centrale degli Stati Uniti ha subito il più drammatico aumento della sismicità nel corso degli ultimi sei anni. Dal 1973 al 2008, c'è stata una media di 24 terremoti di magnitudo 3.0 e più all'anno. Dal 2009 al 2015, il tasso in costante aumento, in media 318 all'anno e un picco nel 2015 con 1.010 terremoti. Fino a metà marzo 2016, ci sono stati 226 terremoti di magnitudo 3.0 e più grandi nella regione centrale statunitense. Fino ad oggi, il più grande terremoto indotto localizzato è avvenuto vicino a diversi pozzi di iniezione attivi ad una magnitudo 5,6 nel 2011 vicino a Prague, Oklahoma.

E' importante rilevare che gli scienziati dell'USGS studiano e distinguono tra sismicità indotta dall'uomo e naturale, mentre in Europa gli scienziati classificano tutti i terremoti come naturali. 


In vista del referendum del 17 aprile 2016, le analisi scientifiche dei geologi più autorevoli al mondo, e l'impatto ambientale derivato dalle attività estrattive, come ben documentato dallo studio Trivelle Fuorilegge effettuato da Greenpeace, possono aiutare a prendere decisioni più consapevoli recandoci alle urne.

Votare SI per abrogare l'articolo di legge che consente lo sfruttamento eterno dei giacimenti di idrocarburi, è anche lo scopo dei Verdi che con esaustive risposte politiche e sociali, espongono le loro valide motivazioni qui.


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23/12/15

COP21: Accordo storico per salvare il mondo?

La XXI Conferenza delle Parti (COP 21) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) si è tenuta a Parigi, dal 30 novembre al 12 dicembre del 2015.
La conferenza si è conclusa con l'accordo di Parigi approvato da ben 196 nazioni, un’intesa sul graduale contenimento dei gas serra con cui è stata previsto il contenimento del riscaldamento globale a meno di 2 gradi Celsius (° C), ed in prospettiva futura a 1,5° C, tra il 2030 ed il 2050. L'accordo prevede inoltre un impatto antropico netto pari a zero emissioni di gas serra, da raggiungere durante la seconda metà del 21° secolo.  
L'accordo diventerà giuridicamente vincolante, se 55 paesi che insieme rappresentano almeno il 55 per cento delle emissioni globali di gas serra, approveranno il patto . Le parti dovranno firmare l'accordo a New York tra il 22 aprile 2016 al 21 aprile 2017, e anche adottarlo all'interno dei propri sistemi giuridici (attraverso la ratifica, accettazione, approvazione o adesione).


Nonostante le dichiarazioni entusiastiche di molti capi di governo, il patto adottato risulta essere insufficiente da quanto sperato da molte associazioni ambientaliste, Ong, scienziati ed anche economisti, pur essendo stato riconosciuto da tutti l’evento, come un accordo storico per l’obiettivo ambizioso e per l’individuazione delle conseguenze dei drammatici cambiamenti climatici derivati dal riscaldamento globale; infatti la conferenza di Parigi ha espresso per la prima volta nella storia, un’intesa tra 196 paesi responsabili collettivamente di oltre il 90% delle emissioni di gas serra e considerando che il famoso protocollo di Kyoto (COP3), fu firmato da pochi paesi rappresentanti appena il 12% delle emissioni nocive, appare evidente l’importanza storica del momento di svolta politica internazionale.

 “Questo accordo mette l’industria dei carburanti fossili dal lato sbagliato della storia. Molto in questo testo è stato diluito ed epurato dalle persone che saccheggiano il nostro pianeta, ma contiene il nuovo imperativo di limitare l’aumento della temperatura a 1,5°C”, ha dichiarato Kumi Naidoo, direttore esecutivo di Greenpeace.
Lino Mariani

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28/11/15

Crimini ambientali, un pericolo per la sicurezza internazionale

L’attività specialistica e quotidiana svolta sul territorio milanese dal personale di Polizia Locale di Milano del S.I.O. (Servizio Informativo Operativo) Ambiente, ed in particolare le informazioni riguardanti le operazioni di rilievo attinenti le illegalità RAEE (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), hanno apportato un prezioso e qualificato contributo al progetto di un nuovo programma nell’ambito del contrasto ai reati ambientali avviato dall’UNICRI, l’Istituto Internazionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia. 

Tale progetto denominato CWIT (Contrasto al commercio illegale di rifiuti RAEE), coordinato dall’Interpol e finanziato dalla Commissione Europea, attraverso la raccolta di dati ed informazioni è finalizzato ad analizzare il coinvolgimento della criminalità organizzata nella distribuzione globale dei RAEE, l’entità  e le tipologie di crimini connessi, la stima del vero volume dei RAEE prodotti e gli importi impropriamente smaltiti, con l’intento di sviluppare una maggiore ed adeguata conoscenza delle destinazioni e degli itinerari utilizzati per trasportare illegalmente rifiuti.
L’ UNICRI considera la criminalità ambientale, compreso i suoi legami con altre forme di criminalità, un pericolo grave e crescente per lo sviluppo, la stabilità globale e la sicurezza internazionale.

I reati ambientali comprendono una vasta lista di attività illecite, dal commercio illecito di rifiuti pericolosi al commercio illegale di fauna selvatica, dal contrabbando di sostanze dannose per l'ozono (ODS), alla pesca illegale, non regolamentata e non dichiarata, e al disboscamento illegale e il commercio di legname. I crimini ambientali influenzano sempre di più la qualità dell'aria, dell'acqua e del suolo, minacciando la sopravvivenza delle specie e causando disastri incontrollabili.
Il coinvolgimento di gruppi criminali organizzati che operano attraverso le frontiere è uno dei tanti fattori che hanno favorito la notevole espansione dei reati ambientali negli ultimi anni. Grazie ai vasti profitti finanziari, il basso rischio di essere scoperti e le scarse percentuali di condanna, le reti criminali e gruppi criminali organizzati stanno diventando sempre più interessati a tali attività transnazionali illegali.
Questi fenomeni alimentano la corruzione e il riciclaggio di denaro sporco, e minano lo stato di diritto, che in ultima analisi colpisce il pubblico due volte: prima mettendo a rischio la salute e la sicurezza dei cittadini, e in secondo luogo, deviando risorse economiche ed umane che altrimenti sarebbero assegnate a servizi diversi dalla criminalità.
Occorre inoltre considerare che il livello di organizzazione necessaria per questi crimini indica un collegamento con altri reati gravi, compreso il furto, la frode, la corruzione, la droga e la tratta di esseri umani, la contraffazione, le armi da fuoco il contrabbando e riciclaggio di denaro, molti dei quali sono stati comprovati da indagini. I reati ambientali rappresentano quindi oggi, una forma emergente della criminalità organizzata transnazionale che richiede più approfondita analisi e risposte meglio coordinate a livello nazionale e internazionale.

La Polizia Locale di Milano ed in particolare il personale in forza al S.I.O. Ambiente, hanno collaborato attivamente al progetto CWIT, producendo una dettagliata relazione confluita nel “Final summary report”, presentato ufficialmente alla conferenza finale svoltasi a Lione il 25/26 giugno scorso dal Direttore Generale della Commissione Europea Ambiente. 

La partecipazione al progetto CWIT 2015 dell’Unità Tutela Ambiente della Polizia Locale di Milano, ha consentito di far conoscere e apprezzare anche a livello internazionale le specifiche competenze e l’alta professionalità di tutti gli operatori sul fronte della lotta ai fenomeni criminali ambientali. Nel corso del 2013/2014 l’Unità Tutela Ambiente, solo relativamente ai rifiuti RAEE (Rifiuti Apparecchiature Elettriche Elettroniche), ha controllato 57 località del territorio milanese interessate al fenomeno, 81 le verifiche e 20 gli ausili tecnici, per un volume di 1600 mc di RAEE, oltre a 30 tonnellate di accumulatori al piombo esausti. Le indagini conseguenti hanno portato alla denuncia all’Autorità giudiziaria di 12 persone.

Lino Mariani

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23/06/15

La Carta di Milano - The charter of Milan

Expo 2015 lascerà una grande eredità culturale al mondo intero, ma la lascerà prima di tutto a ciascuno di noi, ad ogni singolo cittadino. Questa eredità è la Carta di Milano, che per la prima volta nella storia delle esposizioni universali è stata preceduta da un ampio dibattito che coinvolge la comunità scientifica, le organizzazioni della società civile e le varie istituzioni sul tema dell'Expo “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.
Questo accurato processo ha portato, su input del governo italiano, alla redazione della Carta di Milano: un documento partecipato e condiviso che invita tutti i cittadini, associazioni, società ed istituzioni ad assumere le loro responsabilità nel garantire che le generazioni future possano usufruire del diritto inalienabile al cibo.
Apponendo la firma sul protocollo ognuno di noi ha la possibilità di impegnarsi ad adottare un nuovo modello di vita e di consumi sostenibili, per evitare sprechi di ogni genere di risorsa, da quella energetica alle tonnellate di alimenti che finiscono fra i rifiuti ogni giorno, ed ad affermare il diritto al cibo come uno dei principi costituzionali reali, oltre ogni diseguaglianza.
Ogni firma, niente affatto simbolica, sarà una fortissima richiesta ai governi e alle istituzioni internazionali perché adottino regole e politiche a livello nazionale e globale, che assicurino una distribuzione delle risorse più equa ed futuro più sostenibile per il pianeta intero.

“Charter of Milan” il protocollo per la definizione del nuovo Millennio, indirizzata principalmente a tutti i paesi partecipanti all’Expo 2015, verrà consegnata ufficialmente a  Ban Ki-moon, l'attuale Segretario Generale delle  Nazioni Unite, il 16 ottobre in occasione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione, e sancirà  l'ambizioso ma fortemente etico impegno che il governo italiano proporrà al mondo come lascito dell'Esposizione Universale: un  documento che propone l'adozione a livello mondiale di una serie di raccomandazioni per le politiche globali sulla produzione alimentare, il consumo, la sostenibilità e la sicurezza.

Attualmente, oltre all’attivo sostegno di centinaia di migliaia di visitatori, la Carta di Milano è stata firmata dal Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, Evelyn Nguleka, presidente della WFO (Organizzazione Mondiale degli Agricoltori), Luiz Inácio Lula da Silva ex presidente del Brasile, José Graziano da Silva Direttore Generale della FAO (l’organizzazione dell’ONU per l’alimentazione e l’agricoltura,, Phil Hogan Commissario Europeo per l'Agricoltura e lo sviluppo rurale, il Premio Nobel per l’economia nonché influente filosofo mondiale Amartya Sen, il Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, Simonetta Sommaruga Presidente della Svizzera, il Cardinale Gianfranco Ravasi commissario generale della Santa Sede, il Principe Alberto II di Monaco, l’ex Presidente Italiano Giorgio Napolitano, Habib Hessid Primo Ministro Tunisino, il Presidente della Repubblica Ecuadoregna Rafael Correa, il Presidente della Bolivia Evo Morales, ed infine il Presidente Francese Francois Hollande.
E’ possibile aderire e firmare la Carta di Milano online collegandosi al sito ufficiale http://carta.milano.it/it/, oppure tramite i maggiori social network come Facebook, Twitter, Google+ ed altri. 

Lino Mariani


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13/04/15

Sacchetto di plastica: disastro ambientale o risorsa?

I sacchetti di plastica ci accompagnano nella vita quotidiana da più di un secolo,  ma lo smaltimento illecito produce effetti sull'ambiente davvero devastanti. Infatti i classici sacchetti di plastica sono costituiti da Polietilene di origine petrolifera, praticamente indistruttibili, perché a differenza della bioplastica (poliestere ottenuto da carbone non fossile), non esiste in natura microorganismo capace di degradarne la struttura chimica. Si stima che ogni anno circolino nel mondo un trilione di sacchetti di plastica di cui 100 miliardi di sacchetti utilizzati in Europa e 20 miliardi solo in Italia.
Abbandonato come rifiuto, un sacchetto di plastica tende a rimanere al suolo per un lungo periodo di tempo, fino a quando vento ed intemperie lo riducono in brandelli spargendolo in tutta la zona; successivamente i brandelli vengono trasportati attraverso i tombini e spesso finiscono nei canali navigabili. Ogni borsa che finisce nei boschi o nelle aree naturali minaccia la progressione naturale della fauna selvatica come possibile causa di morte per soffocamento involontaria di animali, ed al contempo inibendo il naturale trasporto dei nutrienti al suolo e la catena trofica dell’ecosistema floreale.

Senza l'equilibrio delle fonti di cibo un ecosistema si prosciuga tendendo alla desertificazione e al drastico ridimensionamento delle popolazioni animali. Con un aumento dell'uso sacchetto di plastica non biodegradabile in tutto il mondo, gli eventuali effetti potrebbero essere letteralmente devastanti anche sulla popolazione umana.
Altrettanto devastante è il problema dei milioni di sacchetti di plastica che ogni anno finiscono nei mari e negli oceani. Estremamente pericolosi per la vita del mare, in particolare per i mammiferi, infatti qualsiasi mammifero in cerca di cibo può facilmente confondere le dimensioni, la forma e la consistenza del sacchetto di plastica per un pasto e trovare la morte per soffocamento. I piccoli cetacei come Focene, Stenelle e Delfini comuni sono le vittime più rilevate perché mangiano ortiche di mare e meduse, difficilmente distinguibili dal sacchetto di plastica; se sopravvivono con la deglutizione del sacchetto, è improbabile che siano in grado di proseguire con la normale digestione e quindi alla fine tendono a morire di una morte lenta e dolorosa, per tossicità o blocco intestinale. I cetacei sono al vertice della catena trofica marina e scientificamente, come una specie comincia a scomparire ad un ritmo anormale, ogni altro organismo vivente marino ne viene influenzato negativamente.

L'Italia è all'avanguardia in Europa nella messa al bando dei sacchetti di plastica e nella produzione di bioplastiche, infatti con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione (n. 116/2014) del Decreto Legge Competitività (n. 91/2014), è stato completato l'iter della normativa italiana sulla commercializzazione degli shopper monouso non biodegradabili e compostabili; in particolare l’art. 11/comma 2-bis vieta la commercializzazione (anche a titolo gratuito), di sacchetti per la spesa in plastica ad eccezione di quelli monouso biodegradabili e compostabili secondo la norma UNI EN 13432:2002 e di quelli riutilizzabili secondo precisi requisiti di spessore, con sanzioni da 2.500 a 25.000 euro, aumentata fino a 100 mila euro se la violazione riguarda quantità ingenti di sacchetti.

Lino Mariani

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15/12/14

Zona 30, amica dell'ambiente e della sicurezza

La promozione della sicurezza stradale e la riduzione dell’incidentalità richiedono corrette azioni di mobilità sostenibile, in particolare si evidenziano l’utilità  delle zone 30 e delle altre tecniche di moderazione del traffico quali  piste ciclabili, isole pedonali e Ztl, che riducono gli incidenti, favoriscono la mobilità a piedi ed in bicicletta delle persone di tutte le età e concorrono a favorire stili di vita attivi, minor costi sanitari e maggior salubrità ambientale.        
Favorire la mobilità sostenibile permette non solo di ridurre gli incidenti stradali ma anche, diminuire le malattie dell’apparato respiratorio e cardiovascolare generate dalle polveri sottili, disincentivare la sedentarietà soprattutto di bambini e anziani, ed infine diminuire lo stress generato dal comportamento nel traffico; lo stesso Parlamento europeo, con la “Risoluzione sulla sicurezza stradale europea per il 2011-2020 (2010/2235(INI))” del 27/09/2011, al punto 54 tra le azioni primarie “raccomanda vivamente alle autorità competenti di introdurre una velocità massima di 30 km/h per le zone residenziali e per tutte le strade urbane a una sola corsia che non dispongono di pista ciclabile separata, al fine di proteggere meglio gli utenti vulnerabili della strada”.
Una Zona 30 è un’area della rete stradale urbana dove il limite di velocità è di 30 km/h invece dei consueti 50 previsti dal Codice della strada. L’estensione della zona va da un gruppo limitato di strade segnalate dall’apposito cartello di inizio e fine, ad ampie porzioni di aree urbane, fino all’intera città di Graz in Austria e in numerose altre città europee.
Germania ed Olanda sono stati i primi paesi ad introdurre nel 1980 la Zona 30 nelle proprie normative nazionali, seguiti nel 1989 dalla Svizzera, nel 1990 dalla Francia, e nel 1992 dalla Gran Bretagna. In Italia le zone 30 compaiono a livello normativo nel 1995, nelle Direttive per la redazione dei PUT (Piani Urbani del Traffico), e nel 1996 con la revisione del Regolamento di Attuazione del Codice della Strada è stato introdotto il segnale stradale specifico (zone a limitazione di velocità).

La Germania è all’avanguardia nel campo disponendo di oltre 17.000 Zone 30, ed è il paese nel quale dal 70 al 90% della popolazione delle grandi città abita in Zone 30.
Indubbiamente la Zona 30 comporta un aumento della sicurezza stradale perché oltre alla riduzione della velocità sono contestualmente realizzati interventi strutturali, come rallentatori ottici e/o acustici, dossi, rialzi agli incroci, cuscini berlinesi, rotatorie e isole spartitraffico. Riducendo la velocità veicolare dai 50 ai 30 km/h, si ha una diminuzione di oltre la metà dello spazio di arresto ed un aumento del raggio del cono visivo del conducente del veicolo. Le statistiche che si riferiscono a Zone 30 attive informano che il numero di incidenti tra veicoli, tra auto e biciclette e con i pedoni si sono ridotti del 40%, il numero dei feriti del 70% e questi ultimi hanno comunque riscontrato lesioni meno gravi. A Londra, tra il 1986 e il 2006, nelle Zone 20 (20 miglia orarie sono circa 32 km/h) si è registrata una diminuzione del 42% del numero totale di incidenti e del 46% di quelli che hanno provocato morti o feriti gravi. Giova rilevare che un pedone investito da un veicolo che viaggia ad una velocità di 50 km/h ha solo il 30% di probabilità di sopravvivere, mentre se l’impatto avviene ad una velocità di 30 km/h, le probabilità salgono al 90%. 
I vantaggi dell’istituzione di una Zona 30 comprendono anche la riduzione dei consumi e delle emissioni inquinanti: attraverso la diminuzione del numero di fasi di accelerazione e frenata, si riscontra una riduzione del consumo di carburante e delle emissioni di sostanze inquinanti, quali ossidi di carbonio, ossidi di azoto, polveri sottili, Pm 10. A Buxtehude, nell’area metropolitana di Amburgo, una ricerca specifica ha misurato i cambiamenti prima e dopo l’introduzione estesa delle zone 30, rilevando una diminuzione degli Ossidi di Azoto del 30% (NOx responsabili delle piogge acide e smog estivo), un calo del 20% del letale Monossido di Carbonio (CO), ed una diminuzione del 10% dei cancerogeni Idrocarburi. Nel 2012 anche il Politecnico di Madrid ha pubblicato una ricerca specifica sulle Zone 30, verificando uguali valori inferiori di emissioni inquinanti, ed una riduzione del consumo di carburante del 15%.
Inoltre si è notata una diminuzione dell’inquinamento acustico dovuto alla ridotta velocità del traffico, e la contemporanea presenza di barriere fonoassorbenti naturali come siepi e alberi, contribuisce ulteriormente a ridurre il rumore, con indubbi vantaggi paesaggistici.  

Lino Mariani

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14/11/14

Impatto ambientale dei rifiuti abbandonati

Si definisce “rifiuto”, per  la legislazione italiana ed europea , qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi, o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi (compreso nelle categorie riportate nell'Allegato A alla Parte Quarta del D.Lgs. 152/06). Comunemente chiamiamo rifiuti i materiali e gli oggetti che nella vita di tutti i giorni eliminiamo come ad esempio i rifiuti domestici,  i vecchi giornali, gli imballaggi degli oggetti che acquistiamo, la plastica, le bottiglie e tutti i contenitori “usa e getta” degli alimenti, i rifiuti vegetali  del giardino e delle piante o gli scarti di cucina. Ma i rifiuti vengono prodotti in tutti i luoghi di vita e di lavoro, nelle attività industriali, commerciali, edili, sanitarie, artigianali, e specificatamente classificati dal D.Lgs. 152/06 secondo l’origine in rifiuti urbani e speciali, e secondo le caratteristiche peculiari in rifiuti pericolosi o non pericolosi. Lo stesso decreto disciplina la raccolta differenziata dei rifiuti, delegandone la gestione della separazione delle categorie merceologiche omogenee ai comuni o altri enti preposti, al fine di riciclare i materiali prodotti e garantire il corretto trattamento delle frazioni non recuperabili destinate ai termovalorizzatori o in discarica.
Tuttavia, spesso si verifica l’abbandono intenzionale nell’ambiente di rifiuti dovuto all’incuria e alla maleducazione del singolo (la lattina o i mozziconi di sigarette gettati a terra), oppure a veri atti criminali quando ad essere abbandonati nell’ambiente sono prodotti altamente tossici provenienti dalle attività industriali.

L’impatto ambientale provocato dai rifiuti può interessare il suolo, l’acqua e l’aria e le inevitabili conseguenze della pratica dell’abbandono dei rifiuti sono il gas e la produzione di percolato derivante da processi biologici e fisico-chimici: nel caso dei rifiuti biodegradabili, il percolato risultante inquina il suolo e le falde acquifere, diminuisce il potenziale di ossido-riduzione aumentando la mobilità dei metalli tossici,  mentre le emissioni di gas comprendono prodotti pericolosi come il toluene e il cloruro di metilene, o altamente infiammabili come il metano. I rifiuti solidi come le materie plastiche hanno lunghissimi tempi di decomposizione ma in caso di incendi o piccole esplosioni, rilasciano immediatamente nell’aria i famigerati POPs (Inquinanti organici persistenti), tra cui le diossine e l’esaclorobenzene; i POPs, a causa della loro elevata lipoaffinità, generano bioaccumulo negli organismi e ne sono stati rilevati residui in pesci, animali selvatici, e nei tessuti, nel latte e nel sangue umani, oltre che in campioni alimentari.
Talvolta si riscontrano nelle discariche a cielo aperto, rifiuti pericolosi come i medicinali scaduti, le pile e le batterie scariche, i contenitori di sostanze tossiche o infiammabili, gli oli minerali esausti. Giova precisare che un solo grammo di mercurio (contenuto nelle pile e nei termometri) è sufficiente per inquinare mille litri d’acqua, mentre lo zinco contenuto in una sola pila può rendere non potabili addirittura 30.000 litri d’acqua.
Praticare correttamente la raccolta differenziata non significa solo adempiere ad un dovere civico ma dimostra che la salvaguardia dell’ecosistema porta benefici sanitari a noi stessi, oltre ad incentivare  importanti fattori socio-economici come la riduzione di consumo delle materie prime e dell’energia usata per produrle, riduzione dei costi di produzione, aumento di posti di lavoro nel settore, e non ultimo la tutela paesaggistica.


Lino Mariani

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27/09/14

Il discorso di Leonardo Di Caprio all'ONU.

Il discorso di Leonardo Di Caprio, designato messaggero di pace ONU per il cambiamento climatico, dal segretario generale Ban Ki Moon.



Grazie, Signor Segretario Generale. Eccellenze vostre, signore e signori, e ospiti illustri.
Sono onorato di essere qui oggi, mi rivolgo a voi non da esperto, ma come un cittadino portatore di interesse, una delle 400.000 persone che hanno marciato per le strade di New York domenica, e miliardi di altri in tutto il mondo che vogliono risolvere la crisi climatica.

Come attore "fingo" per vivere. Gioco ad essere personaggi fittizi. Spesso a risolvere problemi fittizi. Credo che l'umanità abbia trattato i cambiamenti climatici nello stesso modo: come se fosse una finzione, succede a qualche altro pianeta, come se fingendo che cambiamenti climatici non fossero veri, in qualche modo se ne vadano. Sappiamo che non e' così. Ogni settimana, vediamo nuovi e innegabili eventi nel clima: la prova che i cambiamenti climatici accelerano, è qui, ora.

Sappiamo che le siccità si stanno intensificando, che i nostri oceani si stanno riscaldando e acidificandosi, con colonne di metano che salgono da sotto il fondo dell'oceano. Stiamo assistendo ad eventi estremi meteorologici, temperature elevate, le calotte dell'Antartide e della Groenlandia si sciolgono a ritmi senza precedenti, con decenni di anticipo rispetto alle previsioni scientifiche. Niente di tutto questo è retorica, niente e' isteria. Sono fatti. La comunità scientifica lo sa, l'industria e i governi lo sanno, anche il corpo miliare degli Stati Uniti lo sa. Il capo del Comando della Marina del Pacifico degli Stati Uniti, l'ammiraglio Samuel Locklear, ha recentemente affermato che i cambiamenti climatici sono la nostra unica, principale minaccia per la sicurezza.

Cari amici, questo gruppo - forse più di ogni altro incontro nella storia umana - deve ora affrontare un compito difficile. Si può fare la storia qui ... o sara' la storia a condannarvi.
Occorre ssere chiari: qui non si tratta solo di dire alla gente di cambiare le lampadine o comprare una macchina ibrida. Questo disastro è cresciuto oltre le scelte che ciascun individuo possa fare. Si tratta delle nostre industrie e dei governi di tutto il mondo che devono prendere azioni decisive, su larga scala. Io non sono uno scienziato, ma non ho bisogno di esserlo. Perche' la comunità scientifica mondiale ha parlato, e ci hanno dato la prognosi: se non agiamo insieme, periremo.
Adesso è il nostro momento di agire. Abbiamo bisogno di mettere un costo sulle emissioni di carbone, ed eliminare i sussidi governativi per il carbone, il gas, e le compagnie petrolifere. Dobbiamo porre fine alla corsa libera di inquinatori e industriali che hanno potuto fare di tutto in nome di una libera economia di mercato. Non meritano i nostri soldi delle tasse, meritano la nostra vigilanza. Perche' l'economia stessa morira' se muore il nostro eco-sistema.

La buona notizia sta nel fatto che l'energia rinnovabile non solo e' una politica economica realizzabile ma buona. Le nuova ricerche mostrano che nel 2050 l'energia pulita e rinnovabile potrebbe fornire il 100% del fabbisogno energetico del mondo, con tecnologie esistenti, creando milioni di posti di lavoro. Questo non è un dibattito di parte, è un dibattito umano. L'aria pulita, l'acqua, un clima vivibile sono diritti umani inalienabili. E risolvere questa crisi non è una questione di politica. E ' il nostro obbligo morale - anche se, certamente, difficile.

Abbiamo solo un pianeta. L'umanità deve diventare responsabile su larga scala per la distruzione della nostra casa collettiva. Proteggere il nostro futuro su questo pianeta dipende dall'evoluzione cosciente della nostra specie. Questo è il più urgente dei tempi, e il più urgente dei messaggi. Onorevoli delegati, i leader del mondo, io fingo per vivere. Ma voi no. I cittadini hanno fatto sentire la loro voce domenica scorsa in tutto il mondo e l'impeto non si fermerà. E ora è il vostro turno, il tempo per rispondere alla grande sfida della nostra esistenza su questo pianeta è adesso. Vi prego di affrontare il problema con coraggio ed onestà.
Grazie.

03/09/14

Farmacognosia

La farmacognosia è la disciplina che si occupa del riconoscimento e della descrizione dei farmaci naturali o droghe, come enunciato da Daniel Bovet  Farmacologo e Nobel per la medicina nel 1957, e si sviluppa inizialmente identificando la morfologia della droga e della pianta, e successivamente descrivendo la stessa droga e i principi attivi in essa contenuti. Scientificamente la droga è espressa come un prodotto complesso di origine vegetale o animale, conservato allo stato secco, ed usato a scopo terapeutico come tale o sotto forma di prodotti di estrazione grezza in grado di formare farmaci specifici.
La Farmacognosia è sostanzialmente un settore della farmacologia a carattere multidisciplinare che riunisce le conoscenze di botanica farmaceutica, farmacologia, fitochimica, studiando in particolare i miglioramenti nella coltivazione delle piante medicinali, nuovi principi identificati nelle droghe, la valutazione dell’attività terapeutica delle droghe e la preparazione di forme farmaceutiche a partire dalle droghe.
A causa del loro potenziale psicotropo, alcune droghe sono usate non per uso medico-terapeutico ma come stupefacenti, a scopo cosiddetto ricreativo in grado di alterare l’attività mentale. La legge italiana classifica illegali le sostanze psicotrope incluse in apposite tabelle dalla legge n° 685 del 22/12/1975, tuttavia i principi attivi di questi stupefacenti continuano a fornire sostanze idonee all’uso terapeutico-farmacologico.

La droga ricavata dall’Assenzio è costituita dalle foglie e dalle infiorescenze della Artemisia absinthium e viene usata come antielmintico, antibatterico, antipiretico, e nella produzione di liquori; la sua tossicità è derivata dal thujone, sostanza convulsivante (ad alte dosi), con potere allucinogeno e assuefativo.
La canapa indiana (Cannabis sativa varietà indica), è una pianta originaria dell’Asia centrale nota sia per le fibre che da essa si ottengono, sia per la resina che presenta un effetto stimolante sul Sistema Nervoso Centrale. La droga è costituita dalle infiorescenze disseccate femminili che prendono il nome di marijuana e dal materiale resinoso secreto da innumerevoli ghiandole presenti in tutta la pianta noto come hashish, dal colore scuro e dall’odore caratteristico. Tre principali cannabinoidi sono stati ricavati dalla cannabis: cannabidiolo (CBD), cannabinolo (CBN) e Δ9-tetraidrocannabinolo (THC). L’hashish risulta essere più potente della marjuana avendo un contenuto 5-10 volte maggiore di THC, il cannabinoide farmacologicamente più potente, responsabile delle proprietà allucinogene della droga. L’impiego terapeutico è previsto come antiemetico: nabilone e dronabinolo sintetizzati dal  THC, vengono impiegati per il trattamento del vomito indotto da farmaci antitumorali e anti-Aids; è nota anche la sua utilità nel trattamento del dolore e della spasticità muscolare.

Attualmente sono stati pubblicati studi clinici in cui si dimostra la capacità antitumorale del THC nel modello animale.

Lino Mariani


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22/05/14

Sicurezza Alimentare - Food Safety



La sicurezza alimentare è una disciplina scientifica che analizza la manipolazione, preparazione e conservazione degli alimenti in modo da prevenire potenziali patologie ed evitare gravi rischi per la salute pubblica. In particolare si analizzano le origini dei prodotti alimentari comprese le pratiche relative alla etichettatura dei prodotti stessi, l’igiene, gli additivi alimentari e i residui di pesticidi, così come le politiche in materia di biotecnologia e le linee guida per la gestione del governo di import-export, nonché l’ispezione e certificazione di sistemi per alimenti nei paesi d’origine.
Il cibo può trasmettere svariate malattie da persona a persona, nonché fungere da terreno di coltura per batteri che possono causare intossicazioni alimentari . Nei paesi sviluppati esistono norme complesse per la preparazione del cibo, mentre nei paesi meno sviluppati il problema principale è semplicemente la disponibilità di acqua potabile sicura. Teoricamente l’intossicazione alimentare è prevenibile al 100%.
I cinque principi fondamentali di igiene alimentare, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità sono: - Evitare di contaminare il cibo con agenti patogeni diffusi da persone, animali e parassiti.
 -Separare i cibi crudi e cotti per evitare di contaminare i cibi cotti.
 -Cuocere gli alimenti per il tempo necessario e alla temperatura appropriata, per uccidere gli agenti patogeni.
-  Conservare i cibi alla temperatura adatta.
- Utilizzare acqua potabile e cibi cotti.

L’ EFSA  (Autorità europea per la sicurezza alimentare),  è un'agenzia europea indipendente finanziata dal bilancio dell'UE, preposta alla valutazione dei rischi relativi alla sicurezza di alimenti e mangimi animali che, collaborando e consultando le singole autorità nazionali, fornisce consulenza scientifica indipendente per definire l’attività legislativa e le politiche europee e per consentire alla Commissione europea, al Parlamento europeo e agli Stati membri dell’UE di assumere decisioni utili nella gestione del rischio esistente e futuro. La consulenza scientifica fornita dall’EFSA è alla base del sistema europeo di sicurezza alimentare. Grazie a questo sistema, i consumatori europei sono tra i più protetti e meglio informati al mondo per quanto riguarda i rischi associati alla catena alimentare. La sede dell’EFSA è a Parma e in Italia, da sempre all’avanguardia nell’approfondimento delle tematiche alimentari, si metteranno in mostra  i progressi culturali, scientifici e tecnici con l’arrivo di Expo Milano 2015.

Recentemente è stato presentato a Milano per l’iniziativa Safety for Food, un progetto di una piattaforma tecnologica che ha come obiettivo primario la realizzazione di una “banca dati mondiale” dei prodotti agroalimentari, che consenta  agli enti preposti ed in ultima analisi anche ai consumatori di ottenere una completa tracciabilità delle produzioni, secondo regole e standard internazionali in materia di sicurezza, qualità e origine degli alimenti. L’obiettivo di questo vero e proprio passaporto digitale della sicurezza alimentare,  è la creazione di una Carta Costituzionale dell’agroalimentare da proporre al mondo in occasione di Expo Milano 2015

Lino Mariani

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08/01/14

Celiachia, OGM ed Expo 2015



Il Glutine è una lipoproteina (proteina che trasporta lipidi), presente nei cereali quali frumento, farro, segale, kamut e orzo, e come base del seitan è un ottimo sostitutivo della carne nelle diete vegetariane. La sua digestione intestinale è la causa però, nei soggetti predisposti geneticamente, della tristemente nota malattia autoimmune dell’intestino chiamata Celiachia.

Molti fattori quali parto cesareo, durata dell’allattamento al seno, alterazione della flora intestinale, eccessivo consumo di frumento, vengono reputati come responsabili della malattia, ma non possono completamente spiegare il drastico aumento di sensibilità al glutine riscontrata negli ultimi decenni.

Ora si punta il dito sulla introduzione alimentare dai primi anni ’90 degli  OGM (Organismi Geneticamente Modificati). Gli OGM sono creati in laboratorio, tramite tecniche di ingegneria genetica, da un processo che trasferisce il materiale genetico nel DNA di un organismo. Ci sono nove prodotti geneticamente modificati attualmente sul mercato: soia, mais, cotone (olio), colza (olio), lo zucchero dalla barbabietola da zucchero, zucchine, zucca gialla, papaya hawaiana, ed erba medica. Il frumento o grano, non è uno di questi, anche se è stato ibridato attraverso tecniche di allevamento naturali.

La maggior parte delle colture OGM sono progettate per tollerare un diserbante della Monsanto chiamato Roundup ® , il cui principio attivo è il glifosato, diserbante sistemico fitotossico per tutte le piante. Queste colture accumulano elevati livelli di glifosato che si trasferiscono nel cibo.
Inoltre varietà di mais e cotone sono progettati per produrre un insetticida naturale chiamato Bt-tossina. La Bt-tossina è prodotta in ogni cellula del mais geneticamente modificato e finisce in chips di mais, tortillas di mais e altri ingredienti derivati ​​dal mais. Recenti ricerche scientifiche americane pubblicate dall’Institute for Responsible Technology  evidenziano che la Bt-tossina, il glifosato, ed altri componenti di OGM, influenzano meccanismi fisiologici che possono sia causare che aggravare i disturbi correlati al glutine. 

In sostanza, mangiando cibi geneticamente modificati e artificiali ingeriamo anche sostanze chimiche destinate ad uccidere i parassiti e funghi. Non sorprenderebbe che queste sostanze come il glifosato e tossina Bt, oltre a fare quello per cui sono state progettate, attaccano la nostra flora intestinale, gli enzimi digestivi, e il sistema immunitario.In Europa vige l’obbligo di etichettare gli OGM negli alimenti (escluso fino ad un limite del 0,9% di presenza accidentale), ma l’Italia non è un paese OGM Free, perché la gran parte dei mangimi utilizzati negli allevamenti italiani, circa il 92%, proviene da soia e mais geneticamente modificati importati da Stati Uniti, Canada e America Latina, che non necessitano dell'obbligo di tracciabilità.

Alla luce di tutto ciò Expo2015, l’Esposizione Universale che si svolgerà a Milano tra il 1º maggio e il 31 ottobre 2015, e che avrà come tema Nutrire il pianeta, energia per la vita, analizzerà tutto ciò che riguarda l'alimentazione, dal problema della mancanza di cibo per alcune zone del mondo a quello dell'educazione alimentare, fino alle tematiche legate agli OGM, e potrà dare una risposta definitiva a quest’ultima questione, nel rispetto del diritto ad una alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutto il pianeta.      

Lino Mariani


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20/08/13

Celle solari come foglie


Orlin Velev e Hyung-Giu Koo, ricercatori dellla North Carolina State University, hanno recentemente creato celle solari con canali che imitano i sistemi vascolari biologici. Le celle solari che si basano su sistemi organici sono meno costose e più ecologiche rispetto alle celle solari tradizionali a base di silicio, che si degradano a causa degli stessi raggi ultravioletti del sole.
I dispositivi che imitano la natura sono un tipo di celle solari sensibilizzate con colorante sensibile alla luce (DSSC), composto da un nucleo a base di acqua e gel con elettrodi.
"Anche il materiale organico in DSSCs tende a degradare, così abbiamo guardato alla natura per risolvere il problema ", ha detto Velev. "Abbiamo studiato come la rete microvascolare in una foglia mantiene l'acqua e livelli di nutrienti. I nostri microcanali nella cella solare funzionano in modo simile  rigenerandosi mediante pompaggio di reagenti fotoattivi, mentre il colorante esausto viene espulso dalla cella. Questo processo ripristina l'efficacia del dispositivo di produzione di energia elettrica su più cicli."



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18/03/13

La più grande centrale solare del mondo



Shams 1 é il più grande impianto Solare Termodinamico al mondo in una regione profondamente dipendente dal combustibile fossile e molto indietro rispetto gran parte d'Europa, nelle Americhe e in Asia nel settore dell'energia rinnovabile.
L'impianto CSP a Concentrazione Solare da 100 Megawattora é in grado di fornire energia per oltre 20.000 abitazioni, é composto da  768 collettori parabolici e si sviluppa su una superficie di 2,5 km ²; sarà in grado di risparmiare 175.000 tonnellate di anidride carbonica all'anno, equivalenti al contributo dato da 1,5 milioni di alberi o la rimozione di 15.000 autoveicoli.
La centrale è stata inaugurata il 17 marzo a Madinat Zayedgrazi negli Emirati Arabi Uniti con la prospettiva di raggiungere il 7 % di energia elettrica da fonti alternative entro il 2020. In confronto, questo obiettivo è stato superato da 21 dei 27 Stati membri Europei, quattro anni fa.
Il Solare Termodinamico é sempre stato sponsorizzato dal Premio Nobel Carlo Rubbia che stimò come 40.000 km² (200 km per lato) basterebbero per sostituire tutta l'energia derivata dal petrolio prodotta oggi nel mondo, mentre per alimentare un terzo dell'Italia bastava un'area equivalente (alla potenza) di 15 centrali nucleari: vasta, in pratica, quanto all'area circoscritta dal Grande Raccordo Anulare di Roma.


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13/09/12

Freewheling - A ruota libera

Freewheeling è una piccola organizzazione no-profit che cerca di trasformare i preconcetti sulla disabilità, attraverso l'arte a livello internazionale.
Con "Creating the Spectacle" si è realizzato una serie di filmati in cui una donna con la sua sedia a rotelle subacquea "vola" attraverso l'acqua in una piscina e successivamente nelle profondità marine.




Sue Austin, la protagonista ed autrice dei filmati, è un artista multimediale che ha creato numerose  performance ed installazioni con lo scopo di aprire uno spazio di pensiero riguardo alla materialità della sedia a rotelle, come metafora per suscitare domande sul valore della diversità nella società migliorando l'immagine di 'differenza'.
Le performance, con effetti di suspense ed effetti sonori coinvolgenti, dimostrano come la carrozzina diventa sempre più mobile, effettuando looping e fantastiche tessiture in acqua, compiendo manovre apparentemente impossibili, ed accentuando la libera leggerezza.

L'obiettivo principale di questo lavoro è di riconfigurare preconcetti attraverso l'uso di sorprendenti immagini drammatiche e inaspettate, manifestando una pratica artistica che fa uso di "accostamenti surreali e stravaganti, ri-presentazioni di attrezzature per disabili per facilitare nuovi modi di vedere, dell'essere e del sapere".





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08/03/12

La Forza della Natura

                                                                                   Pavement photo by greenmarlin

La natura non fa nulla di inutile. (Aristotele)

Ricordati che il miglior medico è la natura: guarisce i due terzi delle malattie e non parla male dei colleghi. (Galeno)

La natura è piena d'infinite ragioni, che non furon mai in isperienzia. (Leonardo da Vinci)

Nella natura non si dà evidentemente soltanto ciò che è funzionale per la conservazione della specie ma anche tutto quello che non è tanto funzionale da minacciarne il patrimonio essenziale. (Konrad Lorenz)

La natura unisce qualche volta alle nostre azioni effetti e spettacoli con una specie di prefazione cupa e intelligente, come se volesse farci riflettere. (Victor Hugo)

Una grandissima parte di quello che noi chiamiamo naturale, non è; anzi è piuttosto artificiale: come a dire, i campi lavorati, gli alberi e le altre piante educate e disposte in ordine, i fiumi stretti infra certi termini e indirizzati a certo corso, e cose simili, non hanno quello stato né quella sembianza che avrebbero naturalmente. In modo che la vista di ogni paese abitato da qualunque generazione di uomini civili, eziandio non considerando le città, e gli altri luoghi dove gli uomini si riducono a stare insieme; è cosa artificiata, e diversa molto da quella che sarebbe in natura. (Giacomo leopardi)

La natura è simile a una donna di grande merito: per poterla comprendere e apprezzare, bisogna vivere a lungo con lei nella più completa intimità. (Victor Lebrun)

Se riesci ad avere chiaro tutto questo, la natura ti apparirà improvvisamente libera e priva di superbi padroni, capace di realizzare ogni cosa spontaneamente da se stessa, senza interventi divini. (Tito Lucrezio Caro)

La natura non è crudele, è solo spietatamente indifferente. Questa è una delle più dure lezioni che un essere umano debba imparare. (Richard Dawkins)

Più guardiamo nel profondo della natura, più ci accorgiamo che è piena di vita e più constatiamo che tutta la vita è un mistero e che noi siamo uniti a ogni vita che esiste nella natura. (Albert Schweitzer)

La prima legge dell'ecologia: ogni cosa è connessa con qualsiasi altra.
La seconda legge dell'ecologia: ogni cosa deve finire da qualche parte.
La terza legge dell'ecologia: la natura è l'unica a sapere il fatto suo.
La quarta legge dell'ecologia: non si distribuiscono pasti gratuiti. (Barry Commoner)

   

02/02/12

Amyciaea il Ragno Trasformista


Thousand Hands  Photo by CharlesLam



Amyciaea è un genere di ragni-granchio che, come l'altro genere Myrmarachne imita le formiche, la loro preda preferita.
Questo ragno si è evoluto a tal punto da avere un addome molto sviluppato ed arcuato come le formiche, in cui sono presenti due falsi occhi,  e muovendosi a scatti contemporaneamente, solleva le sue lunghe gambe anteriori facendole sembrare delle  antenne. 
Inoltre il loro corpo non presenta peli come nella maggior perte degli altri ragni e tendono dei veri e propri agguati alle loro prede. Il genere si divide in 5 specie diverse che vivono prevalentemente in Asia e Oceania.

 

15/12/11

Lo scioglimento dei ghiacciai Himalayani

                                                                                                                         Himalaya  Photo by joel suganth
I Ghiacciai dell'Himalaya si stanno sciogliendo e ritirando, a causa del riscaldamento globale. Ma nascondono anche un effetto più inquietante del cambiamento climatico: si stanno sgonfiando. Stanno perdendo la loro massa interna, e la fusione del ghiaccio è in grado di accelerare notevolmente la loro scomparsa.
Ulyana Horodyskyj, geologo delll'Università del Colorado a Boulder, è salito a 5.000 metri sul ghiacciaio Ngozumpa in Nepal e ha incorporato videocamere nelle morene e all'interno dei laghi glaciali, riprendendo ogni ora per due settimane. Gli scienziati avevano ipotizzato che tali laghi si riempissero lentamente nel tempo con l'acqua di fusione superficiale, ma i video di Horodyskyj hanno dimostrato che i laghi si possono svuotare in soli due giorni e ricaricarsi in meno di una settimana, ripetendo il ciclo più volte; l'azione di vampate di calore in grandi volumi di ghiaccio fuso attraverso canali interni, contribuisce a portare materiale giù nella roccia sottostante o fuori ai bordi del ghiacciaio. Lo spurgo indica che il ghiaccio si sta sciogliendo molto più rapidamente di quanto si pensasse in precedenza.
Inoltre la deflazione può provocare la scomparsa dei ghiacciai più velocemente della fusione che avviene a loro bordi. "Il Sud America e parte dei ghiacciai himalayani stanno perdendo ghiaccio più velocemente, ma la maggior causa è da deflazione verticale", dice Horodyskyj, che ha riferito alcuni dei suoi risultati in occasione del recente convegno dell'American Geophysical Union a San Francisco. "Alcuni ghiacciai sul lato nord del Monte Everest, ad esempio, hanno perso 100 metri di altezza nel secolo scorso".

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02/08/11

Modelle per l'Ambiente

Model Environment è una organizzazione di modelle che usano la loro bellezza e vitalità per promuovere al pubblico le cause ambientali e sociali.
Nella nostra cultura diamo molta importanza all'aspetto fisico. Le modelle trascorrono la loro carriera prestando il loro look a società private che possono o non, dare un contributo alla società. Model Environment è una piattaforma dove la stessa bellezza commerciabile, può essere usata per delle buone cause.

Ricordandoci ad esempio, che più del 98% della carta igienica venduta negli Stati Uniti, proviene da foreste vergini...


Helene Toilet Paper - Practice Being Me from Model Environment on Vimeo.



... o che Bicarbonato di Sodio, Aceto e Limone, puliscono e non inquinano come i detersivi tradizionali:


Nina on Cleaning Products -Practice Being Me from Model Environment on Vimeo.

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14/03/11

Calcio Magnesio Acetato - La colla che abbatte lo smog.





Il Calcio Magnesio Acetato (CMA), é una valida alternativa al sale della strada, in quanto approssimativamente corrosivo quanto le acque di rubinetto normali, é un  inibitore eccellente per la corrosione del cloruro, biodegrada ad Anidride Carbonica e ad acqua, ha livelli di bassa tossicità ed è sicuro per l'ambiente, l'uso non richiede i guanti protettivi e non nuoce alla pelle, ed infine si può mischiare con sale, con  sabbia o usare direttamente come liquido antigelo.
A Brunico, nell'ambito di un progetto finanziato con i fondi europei, si sperimenta ormai da un paio di inverni come "collante" per le polveri sottili; sparsa sull'asfalto delle vie cittadine da un veicolo, questa sostanza è in grado di imprigionare il particolato e le poveri sottili alzate dal traffico veicolare, diminuendo del 20%-30% questo particolare tipo di inquinamento.
Oltre Brunico, Linz e Klagenfurt, il CMA ha suscitato l'interesse del Sindaco di Londra che ha deciso di stanziare 350.000 sterline per il progetto.
A quando Milano e le altre città italiane (molto più inquinate di Londra), si interesseranno alla salute dei cittadini?

Lino Mariani

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